Uno nessuno centomila

Luigi Pirandello
… poco fa stavo ascoltando “Chi mi credo d’essere?” dei Marlene Kuntz e non ho potuto fare a meno che pensare alle opere di Pirandello.
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Luigi Pirandello
… poco fa stavo ascoltando “Chi mi credo d’essere?” dei Marlene Kuntz e non ho potuto fare a meno che pensare alle opere di Pirandello.
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(testo di Lorenzo Cherubini)
Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle cadillac
muscoli d’oro, corone d’alloro
canzoni d’amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù
la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell’amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky
teste fasciate, ferite curate
l’affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù
la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te
io mi fido di te cosa sei disposto a perdere
rabbia stupore la parte l’attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione
questa non è un’esercitazione
forza e coraggio la sete il miraggio
la luna nell’altra metà lupi in agguato
il peggio è passato
forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù
la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te mi fido di te
cosa sei disposto a perdere…
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Ieri sera sono stato al cinema a vedere l’ultimo film di Gabriele Salvatores, Happy Family.
L’uscita di questo film mi è sembrata un pò in sordina, forse coperto da echi di colossal quali Avatar e Alice in Wonderland… e con il senno di poi devo ammettere che è un peccato.
Complessivamente il film mi è piaciuto, ma bisogna tener conto del suo andamento “anomalo”, Salvatores raffina la tecnica iniziata con Nirvana dove la vita del narratore si intreccia con la vita dei protagonisti del narrato… un intreccio anomalo, irreale e a volte surreale.
In tutto questo continua a giocare sulla dicotomia tra paura e felicità, paura di morire o felicità di vivere, paura di non essere amati o felicità di amare oppure, semplicemente, paura della felicità?
Le storie dei protagonisti, e del narratore, si intrecciano, si sovrappongono e si fondono, due famiglie apparentemente così diverse per poi rivelarsi così simili ed in sintonia nella vita e nella morte.
Tutto questo sotto le luci, e le ombre, di una Milano che non eravamo più abituati a vedere, così strana (che ci fa un gabbiano in una città senza mare?) ma anche così affascinante (Le notti “fotografiche” in bianco e nero sulle note dei Notturni di Chopin).
Tante anche le citazioni e autocitazioni piacevoli che si possono cogliere nel film, da Bryan Singer con i Soliti Sospetti (film cult che dovete assolutamente vedere e scoprire voi la citazione) allo stesso Salvatores in Makesh Express con Abatantuono che domanda a Bentivoglio “Mi sa che ci siamo già visti in Marocco io e te?”.
Complessivamente un film da vedere, per riflettere un attimo sulla vita di tutti i giorni, di tutto il tempo perso a riflettere sul “se” compiere un gesto anziché compierlo per poi scoprire, magari, di esserne felici.
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Scala controventata (da Internet - foto di Alecani)
La scala controventata, è una normale scala italiana, tenuta da delle funi anzichè essere appoggiata a parete. E’ composta da 4 pezzi, una base, due “intermedi” e una “cimetta” per una misura complessiva di 10 mt e 33 cm per un peso di circa 55 Kg.
Una volta posizionata sul luogo desiderato, i vari pezzi si incastrano tra di loro e si assicurano delle funi che serviranno per garantirne la stabilità.
A questo punto con lavoro di squadra si procede a portare la scala in posizione perpendicolare al terreno, due vigili rimarranno alla base mentre altri 4 si posizioneranno alle funi e , spostandosi agli angoli dovranno garantire la giusta tensione alle funi per far si che la scala rimanga in piedi e che sia facilmente scalabile.
Una volta che la scala sarà stabile e tutti i vigili sicuri si potrà procedere alla salita sulla scala, scavalcalcarla per poi scendere dalla parte opposta.
Sabato ho fatto giornata in caserma, visto che 1-2/5/2010 si terrà la ricorrenza per l’apertura del distaccamento si voleva organizzare una piccola dimostrazione, abbiamo fatto pratica con la scala controventata… e devo ammettere che è stata una esperienza incredibile.. non avevo mai visto come si montava, e devo ammettere che l’effetto finale è molto bello anche… per il pubblico perché incredibilmente scenografica (molta gente si fermava al cancello a sbirciare che cosa stavamo facendo) mentre come vigile senti che è un vero lavoro di squadra, quando sali ti devi fidare di chi c’è sotto a tenere le corde… quando sei su… bhe hai una vista incredibile!
Lo rifarei anche ora…
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(da Il Vile – Testo di Cristiano Godano)
Esiziale, secco e disumano
scarto di secondo che vale tanto
quanto una vita che è piu’ finita
di una resa mai incominciata
Musicala questa traversata,
dal mio nido a quello della mia amata
L’atmosfera e’ o.k. Tutto e’ bello,
Polly io ti voglio nel mio cervello
L’auto fila via liscia carezzata dal vento che e’ biscia e morbido
striscia sulle lamiere madide al sole giallo di guai
Esiziale, secco e disumano
scarto di secondo in agguato:
guardami così bello e rapito
dalle gioie di un veleggiare muto
raro come l’arcano da serbare
prezioso come un mare da salvare
a proposito….
… della mia vita
L’auto fila via liscia verso lo stop e nulla compare a fare una breccia
da dietro il sole disteso giù sulla strada
L’auto parte via liscia: e’ un attimo realizzare che NO NON E’ COSI’
in un lasso esiziale un bolide appare e finisce lì
E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna
Una confusione per incubazione!
C’e’ una babilonia di disagio e compassione!
Sono coma in ascolto,
bagnato sull’asfalto
Grilla come olio
un lago imporporato
E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna
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Ieri, domenica 7 marzo, presso il distaccamento dei Vigili del Fuoco di garbagnate milanese si è tenuta una giornata a porte aperte…
Per l’occasione si e organizzato un percorso / gioco per i più piccoli che simulava le attività di un pompiere (simil-pompieropoli), inutile dire che i bambini sono letteralmente impazziti… e la cosa mi ha fatto veramente felice anche se è stato _massacrante_ stare dietro a tutti.
Ho fatto un sacco di foto e vorrei poterne pubblicare di più.. sopratutto le facce dei bambini felici per questa giornata!
Ovviamente per questioni legali preferisco aspettare una liberatoria, per ora accontentatevi di questa che è molto tenera.
Per maggio cercere di riorganizzare il tutto ancora più in grande!
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La pittura di Egon Schiele mi ha sempre affascinato la profondità soggetti che traspare e l’immensa malinconia della vita, la forza dei suoi tratti nitidi, rapidi e senza ripensamenti. I suoi ritratti non puntano al bello estetico, non si perdono in dettagli decorativi ma esprimono tutta l’inquietudine interiore delle persone, ma più delle volte dell’autore stesso, la dimensione psicoanalitica che proprio grazie Sigmund Freud nasceva in quegli anni.
Artista indiscusso e anticonformista (abbandonò la l’accademia delle belle arti di Vienna) al quale bisogna riconoscere che davanti ai suoi lavori non si può rimanere assolutamente indifferenti…
A Milano, presso Palazzo Reale (si quello accanto al Duomo) è possibile ammirare alcuni suoi lavori assieme a quelli dei maggiori autori di quel periodo, sicuramente non potrò mancare di andarci!

Egon Schiele - Edith Schiele
Da wikipedia:
L’attenzione artistica di Egon Schiele è concentrata essenzialmente sulla figura umana, in particolare su quella femminile, che rappresenta con una vasta e varia gamma espressiva:
- Nudi asciutti e taglienti;
- Donne intense, altere, sicure di sè;
- Ritratti ed autoritratti di un profondo spessore psicologico;
- Coppie avvinte in erotici abbracci senza amore.
Una dolce, inquietante ossessione s’insinua tra corpo e mente scuotendo con energica virulenza tutta la breve vita di Egon Schiele. Una contaminazione artistica, questa, che vuole evidenziare il tratto forte e sensuale di uno degli artisti più rappresentativi dell’Espressionismo: il suo interesse per il corpo. Schiele viene influenzato dal linguaggio prezioso e raffinato di Gustav Klimt, ma la sua pittura è un viaggio nell’introspezione psicologica. In rossi sanguinei, bruni tenebrosi, pallidi gialli e lugubri neri egli tenta di dipingere il pathos direttamente in paesaggi malinconici, con alberi avvizziti, così come in disperate immagini di madri e figli addolorati. I suoi sono segni che mettono a nudo l’inconscio, assumendo una profondità dai contorni emozionali molto più marcati. Sono segni che, caratterizzati da una linea nervosa, quasi nevrastenica, prendono corpo sulla tela in una dissonanza armonica che nega l’estetica e rompe gli schemi tradizionali. L’Io dell’artista emerge, contorce la materia e si ferma nello sguardo allucinato e nelle mani contorte. Mani dove le linee sembrano denunciare il dolore, la sofferenza, la malinconia di un’anima alla deriva. Schiele descrive i meandri della sua mente, il cupo tormento e il trauma angosciante per la perdita prematura del padre, morto di sifilide. Un evento, questo, che segna in modo indelebile anche il suo rapporto con le donne e con l’erotismo. Compaiono sulle tele corpi femminili terribilmente provocanti, in pose, spesso assurde, verticali per confondere la spazialità.
L’artista introduce una tensione erotica esistenziale e psicologica per diffondere un messaggio di critica sociale contro la falsità borghese. Più che una liberazione dal sè, quest’arte attesta un conflitto all’interno del soggetto individuale nei confronti delle sue discusse autorità, l’ accademia e lo stato. Su una superficie ruvida e scabra, Schiele mostra senza falsi pudori, un erotismo scevro di moralismi e senza gioia, dove protagoniste sono fanciulle dal volto infantile e dall’atteggiamento deliberatamente impudico, donne dominate da una sessualità disinibita e urlata nel silenzio della loro anima. Guardandosi intorno, Schiele non può che rimanere affascinato da Van Gogh e con il suo personalissimo carisma cromatico, pesante e deciso, gli rende omaggio con La Stanza in Neulengbach, che si ispira alla Stanza gialla. Reinterpreta anche i Girasoli, in una versione dai colori bruni, spenti dove i petali perdono consistenza e acquistano la decadente tragica forza del vero.
Egon Schiele rivendica l’importanza della esperienza interiore e delle sue manifestazioni più o meno violente. Scava nei propri personaggi per metterne a nudo la loro anima (spesso Egon Schiele proietta le sue inquietudini nelle figure). Egon Schiele è un abile disegnatore, dal tratto nitido, rapido e secco, senza ripensamenti; non concede spazio al decorativismo o al compiacimento estetico delle sue opere. Le opere di Egon Schiele hanno tutte un impatto forte e violento sull’osservatore, che assume quasi una posizione di interprete psicoanalitico; esse trasudano di voglia di ribellione e provocazione, cosiccome di angoscia esistenziale. Schiele sonda, nelle figure angosciate prive di riferimento storico e contesto sociale, le “pulsioni represse”; egli indaga il voyeurismo e l’ esibizionismo, una coppia freudiana di piaceri perversi. Spesso, nelle sue opere, fissa così intensamente -lo specchio, noi- che la differenza tra il suo sguardo e il nostro minaccia di dissolversi ed egli sembra diventare l’unico osservatore, il solitario voyeur della propria esibizione. Ma per lo più non sembra tanto provocatoriamente orgoglioso della propria immagine, quanto piuttosto pateticamente esposto nel suo stato rovinoso. Ormai esaurita la sua funzione di ideale classico (il nudo accademico) e di tipo sociale (il ritratto di genere), la figura diventa quasi una cifra di disturbo psicosessuale.
Nella fase finale della sua vita il tratto si fa più nervoso raggiunge la massima libertà espressiva realizzando molti paesaggi soprattutto delle cittadine di Krumau e Neulengbach. Lavori in cui e sempre presente un costante senso drammatico e una visione della realtà sofferta e meditata nell’interiorità. L’arte di Schiele ci consente, quindi, di perderci nell’infinito esistenziale e ritrovarci a tu per tu con il senso della vita, che sfugge a ogni ordine e si ferma nel magma emozionale di una macchia di colore.

Egon Schiele - Autoritratto
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Per regalo alla mia ragazza i suoi genitori le hanno regalato un ingresso di coppia alle terme di Monticello, nell’ingresso oltre all’ingresso alle vasche termali era compreso l’ingresso per un massaggio a nostra scelta e l’accesso a tutta l’area delle saune.

La vasca interna
Che dire… le terme sono sempre una esperienza veramente rilassante, devo essere sincero, non avevo mai fatto un massaggio (io ho scelto un massaggio decontratturante alla schiena), la cosa è stata veramente rilassante… sopratutto visto il periodo!
Dopo siamo passati alla parte di saune caldo/freddo, umido/secco luci/buio e anche il fieno!
Insomma anche qui sono rimasto piacevolmente sconvolto, è strano passare da na sala con l’80% di umidità … dove praticamente “respiri” acqua (e in queste stanze si fa anche fatica a respirare con il naso!!) a quelle dove ti ritrovi con una temperatura di 80/90°C ma con una umidità del 10% per poi passare ad una doccia dove ti cadono addosso pezzi di ghiaccio!!!

Una delle stanze più clade e più umide! (le signorine non sono incluse)
Finito tutto il giro avevo la pressione pare a quella di un criceto ferito però veramente ne è valsa la pena è stata una esperienza rigenerante… grazie Amore
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