Case di pane, riunioni di rane
vecchie che ballano nelle cadillac
muscoli d’oro, corone d’alloro
canzoni d’amore per bimbi col frack
musica seria, luce che varia
pioggia che cade, vita che scorre
cani randagi, cammelli e re magi
forse fa male eppure mi va
di stare collegato di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te
io mi fido di te
ehi mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
Lampi di luce, al collo una croce
la dea dell’amore si muove nei jeans
culi e catene, assassini per bene
la radio si accende su un pezzo funky teste fasciate, ferite curate
l’affitto del sole si paga in anticipo prego
arcobaleno, più per meno meno
forse fa male eppure mi va
di stare collegato di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te
io mi fido di te cosa sei disposto a perdere
rabbia stupore la parte l’attore
dottore che sintomi ha la felicità
evoluzione il cielo in prigione questa non è un’esercitazione forza e coraggio la sete il miraggio
la luna nell’altra metà lupi in agguato il peggio è passato
forse fa male eppure mi va
di stare collegato di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone di guardare giù la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
mi fido di te cosa sei disposto a perdere
eh mi fido di te mi fido di te
cosa sei disposto a perdere…
Esiziale, secco e disumano
scarto di secondo che vale tanto
quanto una vita che è piu’ finita
di una resa mai incominciata
Musicala questa traversata,
dal mio nido a quello della mia amata
L’atmosfera e’ o.k. Tutto e’ bello,
Polly io ti voglio nel mio cervello
L’auto fila via liscia carezzata dal vento che e’ biscia e morbido
striscia sulle lamiere madide al sole giallo di guai
Esiziale, secco e disumano
scarto di secondo in agguato:
guardami così bello e rapito
dalle gioie di un veleggiare muto
raro come l’arcano da serbare
prezioso come un mare da salvare
a proposito….
… della mia vita
L’auto fila via liscia verso lo stop e nulla compare a fare una breccia
da dietro il sole disteso giù sulla strada
L’auto parte via liscia: e’ un attimo realizzare che NO NON E’ COSI’
in un lasso esiziale un bolide appare e finisce lì
E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna
Una confusione per incubazione!
C’e’ una babilonia di disagio e compassione!
Sono coma in ascolto,
bagnato sull’asfalto
Grilla come olio
un lago imporporato
E il sole scaglia la sua gloria e se la ghigna
Sinceramente non pensavo di ritornare ad un loro concerto, eppure dopo un pò di tempo da quello della tournè di exciter, per un’occasione offertami all’ultimo mi sono ritrovato a ri-andare ad un loro concerto!
Esattamente è stato quello del 18/6 allo stadio San Siro di Milano per il Tour of the Universe….
che dire il concerto è stato grande, loro sono incredibile… però sono rimasto decisamente deluso dalla location, lo statio di San Siro è veramente troppo dispersivo e vedere l’inizio del concerto sotto ancora la luce del giorno (alle 21 si aveva ancora una luce incredibile) faceva una strana sensazione e faceva risultare il tutto un pò fiacco! Per fortuna poi si è ripreso di vigore con i pezzi di maggior successo… fino alle emozioni più forti di quel fiume di mani agitate sulle note di Never Let Me Down Again (se non avete idea di che cosa stia dicendo guardatevi tutto questo video).
In sintesi, sarà che sto invecchiando ma il concerto al fila forum rimane per me insuperabile…
Ultimamente sei tu a decidere la strada
Io resto dietro di te
raccolgo i sassi rotondi in una scatola quadrata, ho un passatempo inutile
Sinceramente da un po’ si vive alla giornata
non posso dire di no
usciamo fuori dal quartiere una volta al mese solo di sabato
ma pensa che coincidenza…
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda cattiva, spietata
con il foro di entrata, senza visto di uscita
E’ stato lui, io lo so
non credo alla campana degli
innocentisti perchè
anticamente ero io un centurione con la spada e non lo posso difendere
Mi ricordo quando ci fu Galileo e Giovanna D’Arco
ero presente in piazza,
provavo immenso piacere
mi sentivo bene a vedere come si muore,
sono di un’altra razza
Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finche’ resta dov’é
toccagli la gamba fagli una domanda, ancora
chiedi un autografo all’assassino
chiedigli il poster e l’adesivo
e approfitta finche’ resta dov’è
toccagli la gamba
fagli una domanda
cattiva
spietata
è la mia curiosità impregnata
di pioggia televisiva
comincia un’altra partita….
Se non ho più rispetto per le tue debolezze
Tu mi vedi ogni giorno diverso
Io che scrivo di guerre interiori
E verso per verso mi trovo riverso
Sento che ti senti in un viaggio
Percorso da forze che non hanno un verso
La direzione che gli dai l’abbandonano
E in qualche modo ti trovi disperso
M’innamorerò di te
Non ho niente di meglio da fare
Che innamorarmi e abbandonarmi
Alle strane proposte che spesso mi fai
M’innamorerò perché
Non ho niente di meglio da fare
Voglio stupirmi un po’ di te
E curare verso per verso la tua malattia
Sento che mi senti di ghiaccio
Perplesso dal gusto di un amore in cui non trova posto
La mia perdizione, il brivido del rischio
E il vizio che ho di viziare ogni vizio
Io ti lascerò perché
ho capito che non posso stare
fermo a guardarti mentre insisti
nello sfidare i mulini a vento
io ti lascerò perchè
non ho voglia di farti guarire
voglio ammalarmi di pura follia
e curare verso perverso, la mia malattia.
Sono passati parecchi anni da quando comprai questo CD di Andrea Chimenti, “Il Porto Sepolto”.
Conoscevo poco Chimenti come musicista, ma questa sua idea di musicare le poesie di Ungaretti mi incuriosì molto…
Il risultato devo essere sincero mi affascina molto, molto inteso e profondo… ogni volta che lo ascolto mi torna in mente il “concerto”, si tra virgolette, perchè era un concerto decisamente atipico.. alternava momenti di recitato a poesie musicate tutto immerso in una cascina illuminata solo da candele e poche altre luci.. Cori Descrittivi Di Stati D’animo Di Didone
da “Il Porto Sepolto” di Giuseppe Ungaretti – Adattato da Andrea Chimenti e Massimo Fantoni
La sera si prolunga
Per un sospeso fuoco
E un fremito nell’erbe a poco a poco
Pare infinito a sorte ricongiunga
Lunare allora inavvertita nacque
Eco, e si fuse al brivido dell’acque.
Non so chi fu più vivo,
il sussurrio sino all’ebbro rivo
o l’attenta che tenera si tacque.
Ora il vento s’è fatto silenzioso
E silenzioso il mare;
Tutto tace; ma grido
Il grido, sola, del mio cuore,
grido d’amore, grido di vergogna
del mio cuore che brucia
da quando ti mirai e m’hai guardata
e più non sono che un oggetto debole. Grido e brucia il mio cuore senza pace
Da quando più non sono
Se non cosa in rovina e abbandonata.