Ora ho capito…
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Per far presto potrei dire “tutto bene” ma in realtà:
- Ho un mal di gola che non mi permette di mangiare null’altro se non gelati o yougurt
- Ho una fiacchetta che quando serro le mandibole rimane dentro (ma potrebbe anche essere il dente del giudizio ora che ci penso)
- Ho il palato ustionato che non guarisce
- Mi è tornata l’herpes
- Le mani si sono riempite di bollicine strambe
- Ho passato la notte tra venerdì e sabato con 39.4 di febbre
Ecco perchè non voglio dire “tutto bene”…
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La pittura di Egon Schiele mi ha sempre affascinato la profondità soggetti che traspare e l’immensa malinconia della vita, la forza dei suoi tratti nitidi, rapidi e senza ripensamenti. I suoi ritratti non puntano al bello estetico, non si perdono in dettagli decorativi ma esprimono tutta l’inquietudine interiore delle persone, ma più delle volte dell’autore stesso, la dimensione psicoanalitica che proprio grazie Sigmund Freud nasceva in quegli anni.
Artista indiscusso e anticonformista (abbandonò la l’accademia delle belle arti di Vienna) al quale bisogna riconoscere che davanti ai suoi lavori non si può rimanere assolutamente indifferenti…
A Milano, presso Palazzo Reale (si quello accanto al Duomo) è possibile ammirare alcuni suoi lavori assieme a quelli dei maggiori autori di quel periodo, sicuramente non potrò mancare di andarci!

Egon Schiele - Edith Schiele
Da wikipedia:
L’attenzione artistica di Egon Schiele è concentrata essenzialmente sulla figura umana, in particolare su quella femminile, che rappresenta con una vasta e varia gamma espressiva:
- Nudi asciutti e taglienti;
- Donne intense, altere, sicure di sè;
- Ritratti ed autoritratti di un profondo spessore psicologico;
- Coppie avvinte in erotici abbracci senza amore.
Una dolce, inquietante ossessione s’insinua tra corpo e mente scuotendo con energica virulenza tutta la breve vita di Egon Schiele. Una contaminazione artistica, questa, che vuole evidenziare il tratto forte e sensuale di uno degli artisti più rappresentativi dell’Espressionismo: il suo interesse per il corpo. Schiele viene influenzato dal linguaggio prezioso e raffinato di Gustav Klimt, ma la sua pittura è un viaggio nell’introspezione psicologica. In rossi sanguinei, bruni tenebrosi, pallidi gialli e lugubri neri egli tenta di dipingere il pathos direttamente in paesaggi malinconici, con alberi avvizziti, così come in disperate immagini di madri e figli addolorati. I suoi sono segni che mettono a nudo l’inconscio, assumendo una profondità dai contorni emozionali molto più marcati. Sono segni che, caratterizzati da una linea nervosa, quasi nevrastenica, prendono corpo sulla tela in una dissonanza armonica che nega l’estetica e rompe gli schemi tradizionali. L’Io dell’artista emerge, contorce la materia e si ferma nello sguardo allucinato e nelle mani contorte. Mani dove le linee sembrano denunciare il dolore, la sofferenza, la malinconia di un’anima alla deriva. Schiele descrive i meandri della sua mente, il cupo tormento e il trauma angosciante per la perdita prematura del padre, morto di sifilide. Un evento, questo, che segna in modo indelebile anche il suo rapporto con le donne e con l’erotismo. Compaiono sulle tele corpi femminili terribilmente provocanti, in pose, spesso assurde, verticali per confondere la spazialità.
L’artista introduce una tensione erotica esistenziale e psicologica per diffondere un messaggio di critica sociale contro la falsità borghese. Più che una liberazione dal sè, quest’arte attesta un conflitto all’interno del soggetto individuale nei confronti delle sue discusse autorità, l’ accademia e lo stato. Su una superficie ruvida e scabra, Schiele mostra senza falsi pudori, un erotismo scevro di moralismi e senza gioia, dove protagoniste sono fanciulle dal volto infantile e dall’atteggiamento deliberatamente impudico, donne dominate da una sessualità disinibita e urlata nel silenzio della loro anima. Guardandosi intorno, Schiele non può che rimanere affascinato da Van Gogh e con il suo personalissimo carisma cromatico, pesante e deciso, gli rende omaggio con La Stanza in Neulengbach, che si ispira alla Stanza gialla. Reinterpreta anche i Girasoli, in una versione dai colori bruni, spenti dove i petali perdono consistenza e acquistano la decadente tragica forza del vero.
Egon Schiele rivendica l’importanza della esperienza interiore e delle sue manifestazioni più o meno violente. Scava nei propri personaggi per metterne a nudo la loro anima (spesso Egon Schiele proietta le sue inquietudini nelle figure). Egon Schiele è un abile disegnatore, dal tratto nitido, rapido e secco, senza ripensamenti; non concede spazio al decorativismo o al compiacimento estetico delle sue opere. Le opere di Egon Schiele hanno tutte un impatto forte e violento sull’osservatore, che assume quasi una posizione di interprete psicoanalitico; esse trasudano di voglia di ribellione e provocazione, cosiccome di angoscia esistenziale. Schiele sonda, nelle figure angosciate prive di riferimento storico e contesto sociale, le “pulsioni represse”; egli indaga il voyeurismo e l’ esibizionismo, una coppia freudiana di piaceri perversi. Spesso, nelle sue opere, fissa così intensamente -lo specchio, noi- che la differenza tra il suo sguardo e il nostro minaccia di dissolversi ed egli sembra diventare l’unico osservatore, il solitario voyeur della propria esibizione. Ma per lo più non sembra tanto provocatoriamente orgoglioso della propria immagine, quanto piuttosto pateticamente esposto nel suo stato rovinoso. Ormai esaurita la sua funzione di ideale classico (il nudo accademico) e di tipo sociale (il ritratto di genere), la figura diventa quasi una cifra di disturbo psicosessuale.
Nella fase finale della sua vita il tratto si fa più nervoso raggiunge la massima libertà espressiva realizzando molti paesaggi soprattutto delle cittadine di Krumau e Neulengbach. Lavori in cui e sempre presente un costante senso drammatico e una visione della realtà sofferta e meditata nell’interiorità. L’arte di Schiele ci consente, quindi, di perderci nell’infinito esistenziale e ritrovarci a tu per tu con il senso della vita, che sfugge a ogni ordine e si ferma nel magma emozionale di una macchia di colore.

Egon Schiele - Autoritratto
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Per regalo alla mia ragazza i suoi genitori le hanno regalato un ingresso di coppia alle terme di Monticello, nell’ingresso oltre all’ingresso alle vasche termali era compreso l’ingresso per un massaggio a nostra scelta e l’accesso a tutta l’area delle saune.

La vasca interna
Che dire… le terme sono sempre una esperienza veramente rilassante, devo essere sincero, non avevo mai fatto un massaggio (io ho scelto un massaggio decontratturante alla schiena), la cosa è stata veramente rilassante… sopratutto visto il periodo!
Dopo siamo passati alla parte di saune caldo/freddo, umido/secco luci/buio e anche il fieno!
Insomma anche qui sono rimasto piacevolmente sconvolto, è strano passare da na sala con l’80% di umidità … dove praticamente “respiri” acqua (e in queste stanze si fa anche fatica a respirare con il naso!!) a quelle dove ti ritrovi con una temperatura di 80/90°C ma con una umidità del 10% per poi passare ad una doccia dove ti cadono addosso pezzi di ghiaccio!!!

Una delle stanze più clade e più umide! (le signorine non sono incluse)
Finito tutto il giro avevo la pressione pare a quella di un criceto ferito però veramente ne è valsa la pena è stata una esperienza rigenerante… grazie Amore
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Questo sedicente “persecutore” (ricordatemi che prima o poi vi faccio un bel post per raccontarmi di come questa persona negli ultimi 3 anni non abbia avuto un cazzo di meglio da fare che pensare a come infastidirmi) pare si sia pentito, ma mi avverte che c’è un orda (come hai tempi di irc, chiamate phoenyx!) pronta a trattarmi male… ora mi domando… ma the net era così spaventoso come film?!
Comunque ora vado fino in fondo a questa cosa, mi dispiace se hai pura ma il “gioco” l’hai iniziato tu.
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da Wikipedia
[...]
Lo stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, od un ex-partner che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito. In altri casi ci si trova invece davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l’intento di stabilire una relazione sentimentale imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa. Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l’atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere effettivamente una relazione con l’altra persona. Questi soggetti manifestano cioè sintomi di perdita del contatto con la realtà e sette volte su dieci hanno un’organizzazione di personalità borderline[3]. Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi od anni, il che mette in luce l’anormalità di questo genere di condotte.
[...]
In Italia le condotte tipiche dello stalking sono punite dal reato di “atti persecutori” (art. 612-bis c.p.). Tale reato è stato introdotto in Italia con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11 (decreto Maroni), convertito in legge 23 aprile 2009, n. 38, promosso dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.
Esso costituisce una sorta di specializzazione della già esistente norma sulla violenza privata: delinea infatti in modo più specifico la condotta tipica del reato e richiede che tale condotta sia reiterata nel tempo e tale da «cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura» alla vittima[11].
La norma introduce nel codice penale l’articolo 612-bis, dal titolo “atti persecutori”, che al comma 1 recita:
« Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita »
A ciò si aggiungono alcune norme accessorie, ossia l’aumento di pena in caso di recidiva o se il soggetto perseguitato è un minore, il fatto che lo stalking costituisca un’aggravante in caso di omicidio e violenza sessuale e la possibilità di ricorrere alle misure di indagine previste per i reati più gravi, quali le intercettazioni telefoniche e gli incidenti probatori finalizzati ad acquisire le testimonianze di minori. Nel decreto, si specifica anche che per questo genere di reato è normalmente richiesta la querela, nonostante sia consentito procedere d’ufficio in situazioni di particolare gravità
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