
Urlo di Homer - da internet
Estremo senso di inadeguatezza
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etica - da internet
Storicamente il problema “etico” c’è sempre stato per chi ha a che fare con la sicurezza informatica, sopratutto per chi arriva dall’underground… si sente spesso di parlare di “White hat” o di “Black Hat” (i Red Hat sono una cosa diversa..) ed effettivamente il discorso l’ho sempre smarcato abbastanza facilmente “dici X tanto poi fai quello che vuoi, chi ne paga le conseguenze sei tu… ” questo perchè effettivamente non hai visibilità su quello che le tue azioni possono portare alle persone…
Ma se un giorno non tutto cambiasse… e quel giorno potessi vedere candidamente che dal tuo operato può dipendere la vita lavorativa di una persona (più o meno sconosciuta ma che “vedi” , che è tangibile) cambierebbe qualcosa nel tuo pensiero? Ti farebbe riflettere di più su quello che fai?
Per semplificare il discorso, è come se il progettista di armi da fuoco si è mai domandato “Ma qualcuno perderà la vita per quest’arma che io sto progettando”? come si è rispoto? a parte “si” vista la banalità della domanda…
Di certo per mettersi l’anima in pace potrebbe aggiungere”non sono responsabile dell’incompetenza o dell’abuso che ne faranno terzi” o anche “per 1 che ne muore magari 100 se ne salvano facendone un uso <<legittimo>>”… ma non rimane comunque il pensiero quei 100 giustificheranno quel singolo?
Ma se non avessi mai progettato quell’arma da fuoco oltre a non morire quel singolo non è che i rimanenti 100 non sarebbero mai stati in pericolo?
Ok l’esempio non è calzante con il mondo dell’informatica ma era per semplificare.. ma tanto la conclusione è la medesima… boh!
ok adesso partite pure con il dire “tanto se non lo faccio io lo farà qualcun’altro…” oppure “basta che mi paghino bla bla bla”.
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… si ci risiamo con i miei dubbi…
ma questa volta mi sto domandando se ha senso continuare con questo lavoro…
Ho raggiunto l’obbiettivo del progetto che stavo seguendo e anzichè esserne felice ne ero schifato…
non è sano…
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Ne sono circondato… e oggi ne ho avuto la riprova… AIUTOOOOOO!
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Tanti pensieri per la testa… e tanti dubbi sul mio futuro lavorativo e forse questa incertezza traspara dalla quasi totale assenza di post recenti qui sul blog…
Ho iniziato a guardarmi attorno che cosa offre il mondo…
Strano come ciclicamente la mia vita venga totalmente rivoluzionata
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L’altro giorno mentre andavo in intervento e intanto guardavo fuori dal finestrino le case che scorrevano veloci e che si alternavano ai campi innevati… dopo tutti questi anni di attese e ora finalmente lì “di partenza”…ero contento e dentro me dicevo che era questo che volevo…
No, non era l’emozione per la sirena…questa l’ho già vissuta in tutti questi anni di ambulanza ma nemmeno l’adrenalina per l’intervento, ero cosciente si trattasse di una cosa abbastanza tranquilla…
Ora sono all’inizio di questo percorso e quello che verrà in futuro lo decideranno le mie azioni e un pizzico di fortuna… di certo ci proverò a farlo diventare il mio lavoro.. :-)
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Quando sei in crisi perchè, al lavoro, niente va come vorresti, fai questo:
fermati ad una farmacia e compra un termometro rettale Johnson&Johnson (questa marca, non altre!).
Aprilo e leggi le istruzioni, qui troverai una frase significativa:
“Ogni termometro rettale è stato personalmente provato nella nostra fabbrica”
Ora ripeti ad alta voce per 5 volte: sono felice di non lavorare nel controllo qualità di Johnson & Johnson.
Ora ridi!
(– da Internet)
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Ovvero come essere felici di non aver avuto una promozione!

No no non vi voglio parlare di Peter Griffin ( anche se potrebbe fare al caso nostro ) ma di Laurence J. Peter che nel 1969 pubblico “The Peter Principle”, un testo che si sviluppa attorno all’enunciato del “Principio di Peter” conosciuto anche come Principio di Incompetenza.
In una gerarchia ogni membro tende a raggiungere il proprio livello di incompetenza.
Ovviamente il concetto di fondo è che, ad esempio, in un’azienda un impiegato si dimostra in grado di assolvere bene il suo compito, questi verrà promosso al livello immediatamente superiore, nel quale dovrà assolvere un compito differente e più difficile.
Poichè però una nuova posizione richiede competenze diverse e/o maggiori, non è così scontato che le buone prestazioni fornite in un determinato settore siano correlate con la capacità di svolgere un altro compito ad un altro livello.
Appare evidente, quindi, che l’impiegato possa aver raggiunto il proprio livello di incompetenza, ovvero la condizione in cui non è in grado di svolgere il compito assegnato e di conseguenza non ha più alcuna possibilità di essere promosso, ponendo fine alla propria carriera e rimanendo in una mansione imbarazzata.
Secondo Laurence il risultato inevitabile di una pratica del genere è la diffusione di incompetenza in tutta l’organizzazione… ovviamente :-)
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Per questioni lavorative, tempo fa, ho messo su un nuovo servizio di Continuos Integration e per farlo mi sono appoggiato ad un software di nome Hudson.
Una caratteristica di questo software è di essere scritto in Java, fin qui niente di male (niente polemiche!!!)…
Per chi non fosse dell’ambiente java è stato sviluppato dalla Sun Microsystem (per gli amici era Sun) una azienda molto popolare nel mondo informatico, sopratutto per i tecnici (suo è il sistema operativo solaris che girava principalmente su piattaforma sparc). Non molto tempo fa era girata la notizia che Oracle (l’azienda, non il database
avevo comprato Sun Microsystem.
Per riprendere il discorso (che stavo sbrodolando qui e la), insomma l’altro giorno dopo l’ennessimo upgrade di Hudson anzichè il classico logo (del signore con i baffetti) mi ritrovo questo:

Al che, un pò preoccupato con tutti i colleghi ci siamo chiesti cosa stesse succedendo… da qualche ricerca qui e la si è concluso che ormai Sun non esiste più, e il messaggio è stato chiaro, aprendo www.sun.com compare il sito di oracle.
E proprio la fine di un’era…
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