Ora ho capito…
Popularity: 2% [?]
… bhe visto il presidente che abbiamo potremmo anche meritarcelo però vorrei farvi leggere questa piccola riflessione
Buona lettura
ps: Sul sito del Guardian potete trovare l’articolo originale..
Popularity: 1% [?]
![]() |
| A firefighter comforts a colleague near a collapse building in Aquila April 6, 2009. A powerful earthquake struck a huge swathe of central Italy as residents slept on Monday morning, killing at least 27 people when houses, churches and other buildings collapsed. REUTERS/Alessandro Bianchi |
| _ |
Popularity: 24% [?]
Oggi per l’ennesima volta mi sono scontrato con la realtà in cui vivo, con la realtà di questo sistema/paese che è l’Italia… ma più passa il tempo e più temo che sia un problema globale.
Sono sempre più deluso dalla realtà in cui vivo: impunità, illegalità, demeritocrazia e superficialità delle persone…
la cosa terribile questi elementi sono riscontrabile dal micro al macro..
vorrei essere altrove…
Popularity: 18% [?]
In questo periodo i blogger e giornalisti si stanno scatenando attorno al caos sollevato da thepiratebay.com.
L’antefatto
Ma andiamo con ordine, innazi tutto che cos’è thepiratebay.com?
thepiratebay.com non è altro che un motore di ricerca per torrent posizionato in Svezia (o su di la dove fa freddo e le donne sono bionde).
Questo Motore ci permette di cercare indirizzi dai quali è possibile scaricare file di svariata nautura.
Come spesso capita quando vengono dati alla massa questi strumenti, scopriamo che la maggioranza del materiale che si può trovare è materiale protetto da leggi sul Copyright©.
Il fatto
Qualche tempo fa la procura di Bergamo che sta indagando appunto sullo scambio di file protetti da Copyright©, ha fatto mettere sotto sequestro preventivo il sito di thepiratebay.com e ha imposto chiesto alla maggior parte dei provider di effettuare un dirottamento delle richieste per il sito www.thepiratebay.com verso un’altro sito.
Il problema
Prima vorrei ringraziare i nostri governanti per averci regalato delle fantasmagoriche leggi come quella del sequestro preventivo, dove si è colpevole fino a quando non si dimostra il contrario (tanto per buttare la Presunzione D’innocenza nel cesso) ed aver imposto chiesto ai provider di creare una rete di filtraggio Internet (ricordate la storia dei monopoli di stato no?) tanto per non farci invidiare nulla dal caro regime Cinese.
Ma il fatto più grave in questo delirio tipico Italiano è che il sito verso il quale viene dirottato thepiratebay.com non è un sito di proprietà della magistratura/stato ma di un’associazione PRIVATA Inglese (pro-music.com) che nn è altro che un’associazione delle varie Etichette/Major discografiche che si impegna a proteggere i fatturati diritti dei loro soci.
Per chiarire meglio che cosa vuol dire questa cosa vi riporto uno stralcio di lettera scritta da Alcei al “Garante” della Privacy per metterlo al corrente del fatto:
[...]
Ci domandiamo, tuttavia, se sia conforme alla normativa sul trattamento dei dati personali:
a – “sequestrare” una risorsa di rete imponendo a soggetti terzi – gli internet provider – di impedirvi l’accesso, considerato che nel codice di procedura penale non sembra rinvenirsi traccia di una norma che consenta di attuare il sequestro preventivo nei modi stabiliti dall’ordinanza del GIP di cui sopra, traducendosi tale modalità in una illegittima estensione del provvedimento a soggetti estrani al procedimento,
b – consentire che il filtraggio degli accessi a un dominio – quale che sia – possa essere eseguito dirottando gli accessi in questione verso una risorsa di rete al di fuori della giurisdizione italiana, gestita da soggetti privati con uno specifico interesse economico nel procedimento penale, consentendo a questo soggetto di “andare a pesca” di dati di traffico che potranno poi essere utilizzati nei modi più disparati.
[...]
E adesso?
D’altra parte viviamo nella terra dei cachi no? quindi per una navigazione su internet senza problemi vi consiglio di utilizzare i dns di provider stranieri (personalmente SCONSIGLIO OpenDNS che mi sembra una porcheria).
Per il resto, da bravi Italiani, aspettiamo la prossima partita della nazionale così potremo non pensare a quello che sta succedendo attorno a noi…
Popularity: 7% [?]
Le associazioni Peacelink (Taranto) e Metro Olografix (Pescara)
esprimono la solidarieta’ allo storico antimafia Carlo Ruta, condannato per stampa clandestina.
PeaceLink e Metro Olografix esprimono la loro solidarieta’ con Carlo Ruta, condannato in primo grado dal tribunale di Modica per il reato di stampa clandestina.
Va ricordato che la condanna di Ruta e’ conseguente alla pubblicazione sul sito www.accadeinsicilia.net – chiuso d’autorità nel 2004 – di documenti sull’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni mentre stava realizzando un’inchiesta
su rilevanti intreccio tra economia, politica e mafia.
Questa sentenza si aggiunge agli altri ostacoli incontrati da Ruta nella sua attivita’ di informazione antimafiosa. Attività per la quale ha subito anche diversi attentati, di cui il più clamoroso è stato l’incendio dell’auto dove teneva le copie di un suo libro che l’indomani doveva essere distribuito dall’editore.
Nel settembre 2005 Carlo Ruta, subito dopo l’oscuramento del suo sito, ha descritto le vicende giudiziarie culminate con l’attuale sentenza nel corso del convegno “Cyberfreedom”, organizzato a Pescara dalle associazioni PeaceLink e Metro Olografix per denunciare vari casi di limitazione del diritto costituzionale alla libera espressione del
pensiero.
La testimonianza di Ruta sul prezzo pagato per ricordare chi combatte la mafia e’ tuttora presente all’indirizzo
http://cyberfreedom.olografix.org/ che raccoglie gli atti del convegno.
In questi anni Carlo Ruta ha documentato con lucidita’ e competenza tante vicende della Sicilia, spesso ambigue e oscure, esponendosi a rischi importanti per questo insostituibile lavoro di memoria storica e giornalistica.
Gia’ nel 2001 le associazioni PeaceLink e Metro Olografix avevano duramente contestato l’ambigua legge sull’editoria che ha genericamente esteso l’obbligo di registrazione delle testate a non meglio specificati “prodotti editoriali”, lasciando ai giudici l’onere di decidere in base a criteri soggettivi cosa rientra in questa categoria e puo’ essere pertanto sanzionato.
Oggi gli effetti nefasti di quel provvedimento legislativo ricadono su Carlo Ruta, ma domani potrebbero colpire chiunque. Secondo i rilevamenti della stessa Polizia Postale il sito di Carlo Ruta veniva aggiornato senza alcuna periodicità. Così come già evidenziato da molti dovrebbe essere quindi assimilato ad un blog. Dobbiamo quindi concludere che tutti i blogger italiani sono a rischio?
Chiunque aggiorna un qualsiasi sito può arbitrariamente essere arrestato e condannato?
I rappresentanti di PeaceLink e Metro Olografix, convinti che l’attivita’ di Ruta non sia etichettabile come “Stampa Clandestina”, ma sia al contrario una meritevole opera di volontariato per preservare la memoria storica della lotta alla mafia, esprimono la loro piena solidarieta’ a Carlo Ruta.
Taranto/Pescara 22 giugno 2008
Giacomo Alessandroni (Associazione Peacelink)
Alessio Sclocco (Metro Olografix)
Firma la petizione, potresti essere tu il prossimo condannato!
http://www.censurati.it/voxpeople/carloruta/
Popularity: 2% [?]
In questi giorni ho seguito un pò i telegiornali e i giornali riguardo al alle morti causate dalla guida in stato di ebrezza.
Mi risulta difficile capire come uno stato considerato civile possa permettere di lasciare impunita una persona che uccide volontariamente…
Si, e dico proprio volontario perchè non ritengo possa essere altrimenti.
Se una persona ubriaca si mette alla guida della propria macchina e causa un’incidente non è concepibile considerarlo soltanto una “fatalità”.
Ma ora che ci penso bene… questo non è un paese civile.
Popularity: 2% [?]